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L'UTILIZZO DELLA CBCT (PRIMA PARTE)

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Odontoiatra



Descrizione

In ambito ortodontico, la radiografia ha sempre coperto un ruolo fondamentale in fase diagnostica, avvalendosi tradizionalmente di immagini bidimensionali proiettive, come l’ortopantomografi a
e le teleradiografi e in proiezione latero-laterale del cranio. La tecnica radiologica adottata risulta intrinsecamente limitata da problematiche di distorsione e ingrandimento dell’immagine e di sovrapposizione delle strutture anatomiche esaminate. Un primo tentativo di ovviare a queste limitazioni è stato l’utilizzo di due o più radiografi e bidimensionali (2D) combinate. In questo modo è stato parzialmente
superato il problema delle sovrapposizioni, tuttavia, permangono le altre limitazioni connesse alla natura bidimensionale della tecnica radiologica. La ricerca della terza dimensione dello spazio giustifi
ca il crescente successo riscosso dalle moderne tecniche radiologiche tridimensionali (3D), in particolare la Cone Beam Computerized Tomography (CBCT), introdotta nel 1998 per la specifi ca rappresentazione delle strutture di pertinenza odontoiatrica,
otorino e maxillo-facciale. Essa consente di visualizzare la reale morfologia tridimensionale del volume esaminato partendo da una serie di 250- 300 immagini bidimensionali, elaborando con un software specifi co ricostruzioni 3D esenti da distorsioni e ingrandimenti. Inoltre, i dati DICOM (Digital Imaging and Communications in Medicine) acquisiti possono essere elaborati da appositi software che permettono di ampliarne le potenzialità diagnostiche. Algoritmi complessi consentono di visualizzare
sia il rendering 3D sia le visioni multiplanari (Multi Planar Reconstruction, MPR), allo scopo di gestire le sovrapposizioni delle strutture, di costruire modelli tridimensionali, di estrapolare dai dati 3D le convenzionali radiografi e 2D, di effettuare misurazioni lineari o angolari affi dabili, fi no a giungere a vere e proprie simulazioni virtuali di trattamento.