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LE SUPERFICI IMPLANTARI (SECONDA PARTE)

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Odontoiatra



Descrizione

Al fine di giungere a risultati più consistenti migliori risultati come una veloce e migliore apposizione di nuovo osso sulla superficie implantare, sono stati realizzati gli impianti con superficie microrugosa. Tale introduzione risale a più di trenta anni fa.
Od oggi, è evidente come i siti implantari dotati di superficie microrugosa favoriscano  un’apposizione più concreta (maggiore e rapida) di nuovo osso rispetto ai siti implantari dotati di superficie liscia. 
Studi istologici e istomorfometrici in vivo su modelli animali e sull’uomo hanno infatti dimostrati in modo incontrovertibile come gli impianti con superficie microrugosa permettano di ottenere una maggiore osteointegrazione, con maggiore quantità (Bone-Implant Contact, BIC) e qualità di osso sulla superficie rispetto agli impianti con superficie liscia.
 Questi risultati sono stati confermati da una grande quantità di lavori biomeccanici (removal torque) sugli animali e sull’uomo, in cui gli impianti microrugosi hanno evidenziato maggiore resistenza a forze di rimozione. 
Questi dati sono importanti e tutti insieme molto significativi nella prospettiva della moderna implantologia, sempre più orientata a protocolli di carico anticipato e immediato. D’altra parte, il semplice dato quantitativo o istomorfometrico (BIC) non è in grado di descrivere, da solo, la qualità dell’osso neoformato su una superficie implantare. 
Per esso è essenziale un’analisi integrativa qualitativa circa il livello di maturazione ossea.
E in questa chiave sia lo studio istologico sulla densità e mineralizzazione ossea e sia i dati biomeccanici ci forniscono una serie di dati e informazioni aggiuntive estremamente rilevanti e utili.