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LE LESIONI OSTEOLITICHE E L'UTLIZZO DELLA CONE BEAM (TCCB)

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Odontoiatra



Descrizione

L’introduzione della metodica di Tomografia Computerizzata volumetrica o Cone Beam (TCCB), ha aperto nuovi orizzonti anche nell’ambito dell’endodonzia.
 Insieme con questa importante evoluzione dell’aspetto tecnologico, occorre tener conto delle “Raccomandazioni” espresse sulla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 29 maggio 2010, ove da un lato si asserisce che “la tecnica TC volumetrica cone beam, grazie alla maggiore capacità dei rivelatori utilizzati e all’elevato contrasto intrinseco delle strutture ossee, consente di ottenere immagini di buona qualità con dosi al paziente inferiori a quelle somministrate abitualmente con i parametri convenzionali da apparecchiature TC convenzionali” [NdA: con applicazione possibile del programma Denta-Scan] e, dall’altro lato, si stabilisce che la cone beam (TCCB) non sembra rientrare tra le attività “complementari”, cioè di “ausilio diretto al medico chirurgo specialista o all’odontoiatra per lo svolgimento di specifici interventi di carattere strumentale propri della disciplina, purché contestuali, integrati e indilazionabili rispetto all’espletamento della procedura specialistica”. 
Come a dire che, anche e soprattutto, la cone beam  (TCCB) non può essere considerata alla stregua di un’indagine di primo livello, ma deve essere utilizzata in un secondo momento da un operatore esperto e responsabile della propria diagnosi, ribadendo che “non possono essere effettuati (dall’odontoiatra) esami cone beam  (TCCB) per conto di altri sanitari, pubblici o privati, n e essere redatti o rilasciati referti radiologici”.
 La nuova metodica cone beam (TCCB) è un valido strumento per meglio comprendere alterazioni di piccole dimensioni, ma di frequente riscontro clinico, e difficili da valutare con le tecniche convenzionali; in particolare, si tratta delle alterazioni osteolitiche classificate in endodonzia come generiche alterazioni infiammatorie, che spesso presentano esiti chirurgici incerti tanto quanto imprecisi risultavano i criteri di collocazione spaziale della lesione.
La cone beam (TCCB), infatti, costituisce un’innovazione tra gli strumenti diagnostici poiché permette la visione della terza dimensione (lo spessore) e migliora lo studio soltanto biplanare, senza spessore, delle indagini di primo livello; questo tipo di indagine risulta decisivo nell’inquadrare il problema topografico e favorisce un intervento mirato.