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LA CHIRURGIA ORALE. LE TECNICHE DI EXERESI, PELVECTOMIA E PELVIMANDIBOLECTOMIA.

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Odontoiatra



Descrizione

I tumori del pavimento e della mandibola.
Pelvectomia e pelvimandibolectomia non interruttrici per via orale
Sono destinate ai piccoli tumori superficiali con poca infiltrazione
e una buona apertura orale.
Si tratta di un’exeresi che interessa solo il compartimento del
pavimento orale e il suo contenuto rispetto al tumore e in funzione
della sua posizione (ghiandola sublinguale, nervo linguale,
muscolo genioglosso) (pelvectomia). Se il tumore è in prossimità
della mandibola, senza invaderla, si impone la resezione di un
processo condiloideo di mandibola (senza alcuna interruzione
dell’arcata mandibolare) al fine di ottenere dei margini sani (pelvimandibolectomia non interruttrice per via orale).
L’esposizione della cavità orale avviene tramite un apribocca
(tipo Doyen). Se la lesione è laterale, può essere utile il posizionamento di un filo di trazione che trapassa la punta della lingua La zona di resezione viene segnata con tratti punteggiati con
l’aiuto di una punta coagulante. La resezione è mantenuta sotto il
controllo permanente della palpazione, con la punta coagulante,
con le forbici o con l’aiuto di strumenti a ultrasuoni. Durante la
resezione, deve essere realizzato il sacrificio del nervo linguale,
quando la sua conservazione ostacola l’ottenimento di margini
di resezione sufficienti. Viceversa, nella maggior parte dei casi,
i canali sottomandibolari (canali di Wharton) possono essere
sacrificati perché il trattamento chirurgico delle aree linfonodali
provoca la rimozione delle due ghiandole sottomandibolari per
le resezioni anteriori e della ghiandola omolaterale in caso di
lesione posterolaterale. Soltanto nel caso di un trattamento dissociato (chirurgia sul tumore e radioterapia sulle aree linfonodali)
viene realizzata una marsupializzazione dei canali.
Durante una pelvimandibolectomia non interruttrice per via
orale, dopo il tatuaggio dei margini di resezione, l’incisione inizia
sul versante esterno della mandibola e circonda di almeno1 cm la
zona di resezione. Il periostio mandibolare viene raschiato contemporaneamente sulla faccia esterna della mandibola sotto il
livello dell’osso alveolare e sulle creste alveolari mandibolari in
avanti e indietro rispetto alla zona di resezione. Il lato interno
della mandibola è, poi, raschiato con cautela in avanti e indietro
rispetto alla zona di resezione, facendo attenzione a non avvicinarsi
al tumore. Vengono inserite, a questo livello, delle lame malleabili e la mandibola è sezionata con una sega oscillante di 1 cm di altezza verticalmente in avanti e indietro rispetto alla zona
di resezione e, poi, orizzontalmente, per raggiungere i due tratti
verticali. L’altezza della mandibola resecata e di conseguenza il posizionamento dell’estremità della sega devono corrispondere alla
profondità dell’invasione tumorale con l’aggiunta del margine
profondo di sicurezza. Durante tutta la durata di questo intervento
osseo, deve essere prestata particolare attenzione alla porzione
ossea, che non deve essere separata dalle parti molli.
La difficoltà di questo tempo osseo e i limiti di esposizione sono
dei forti argomenti per riservare la pelvimandibolectomia non
interruttrice per via orale ai soli tumori di piccole dimensioni,
molto superficiali e anteriori.
Dopo l’emostasi, la chiusura è, di solito, diretta, ma può richiedere
la realizzazione di un lembo locale "traslazione della guancia, del buccinatore o della FAMM".